
Una guida professionale per chi vuole trasformare il proprio shop online in una macchina da traffico organico.
La SEO per e-commerce è una disciplina a sé stante. Non basta applicare le stesse regole valide per un blog o un sito istituzionale: uno shop online ha esigenze specifiche, strutture complesse e dinamiche di indicizzazione che richiedono un approccio sistematico e mirato. In questo articolo analizzerò le principali leve su cui lavorare per portare un e-commerce nelle prime posizioni di Google, partendo dalle fondamenta tecniche fino alla costruzione dell’autorità del dominio.
1. Ricerca delle keyword: il punto di partenza imprescindibile
Prima di toccare qualsiasi elemento del sito, è necessario costruire una solida keyword strategy. Per un e-commerce, la ricerca delle parole chiave deve distinguere chiaramente tra tre tipologie di intento di ricerca:
- Intento transazionale: l’utente è pronto ad acquistare (es. “scarpe da running Nike uomo acquisto”). Queste keyword vanno mappate sulle pagine prodotto e di categoria.
- Intento commerciale: l’utente sta valutando opzioni (es. “migliori scarpe da running 2026”). Ideali per guide comparative e articoli di blog.
- Intento informazionale: l’utente cerca informazioni (es. “come scegliere le scarpe da running”). Perfette per il content marketing.
Strumenti come Semrush, Ahrefs o Google Keyword Planner permettono di identificare il volume di ricerca, la difficoltà competitiva e le keyword a coda lunga, che spesso convertono meglio delle parole chiave generiche ad alto volume. Ogni pagina strategica del sito deve rispondere a una specifica intenzione di ricerca in modo chiaro e univoco.
2. Architettura del sito: struttura e navigabilità
L’architettura di un e-commerce è uno degli elementi più critici sia per gli utenti sia per i crawler di Google. Una struttura piatta e logica — in cui ogni pagina sia raggiungibile in massimo tre clic dalla homepage — facilita la scansione del sito e distribuisce efficacemente il link juice interno.
Il modello consigliato è quello a silos tematici:
Homepage → Categoria → Sottocategoria → Prodotto
Le breadcrumb sono fondamentali: migliorano l’usabilità, comunicano la gerarchia a Google e generano rich snippet nelle SERP. Parallelamente, è essenziale implementare una strategia di internal linking coerente, che collega pagine correlate e guida sia l’utente sia il bot nella scoperta dei contenuti più rilevanti. Per approfondimenti visita questo sito.
3. Ottimizzazione on-page delle pagine chiave
Pagine di categoria
Le pagine di categoria sono spesso le più importanti per il posizionamento organico di un e-commerce, ma vengono frequentemente trascurate. Ogni categoria deve avere un testo descrittivo unico (almeno 200-300 parole) che includa naturalmente le keyword target, tag H1 ottimizzato, meta title e meta description originali.
Pagine prodotto
Le schede prodotto devono assolutamente evitare contenuto duplicato, problema endemico negli e-commerce che importano descrizioni dai fornitori. Ogni prodotto necessita di una descrizione unica, ottimizzata e orientata all’intento d’acquisto. I tag title devono includere la keyword principale, possibilmente nella prima parte. Le immagini vanno compresse, rinominate con nomi descrittivi e corredate di attributo alt pertinente: Google le indicizza e le mostra in Google Images.
Schema markup
L’implementazione del markup strutturato (in particolare Product, BreadcrumbList, Review e FAQPage) consente a Google di comprendere meglio il contenuto e di mostrare rich snippet nelle SERP: stelle, prezzi, disponibilità. Questi elementi aumentano significativamente il CTR organico, migliorando indirettamente le classifiche.
4. SEO tecnica: le fondamenta invisibili
Un e-commerce tecnicamente difettoso non riesce a posizionarsi anche con i migliori contenuti. I principali aspetti tecnici da presidiare sono:
Velocità di caricamento. I Core Web Vitals — LCP, INP e CLS — sono fattori di ranking ufficiali. Un e-commerce deve puntare a un LCP inferiore a 2,5 secondi. Comprimere le immagini in formato WebP o AVIF, implementare il lazy loading, ottimizzare il codice JavaScript e sfruttare la cache del browser sono interventi fondamentali.
Mobile-first. Google utilizza l’indice mobile-first: se la versione mobile del sito è carente, l’intero sito ne risente in termini di posizionamento. Il design responsivo non è opzionale.
Gestione dei contenuti duplicati. La paginazione, i filtri per attributi (colore, taglia, prezzo) e le URL con parametri generano spesso migliaia di pagine duplicate. L’uso corretto dei tag canonical, la gestione dei parametri URL in Google Search Console e la configurazione del file robots.txt sono indispensabili per evitare la dispersione del crawl budget.
Sitemap XML. Una sitemap aggiornata e correttamente inviata a Google Search Console garantisce la scansione sistematica di tutte le pagine strategiche.
5. Contenuto editoriale: il blog come leva di traffico
Un e-commerce che vuole crescere nel tempo non può fare a meno di una strategia di content marketing. Il blog permette di intercettare utenti nelle fasi iniziali del funnel, aumentare l’autorità tematica del dominio e costruire link interni verso le pagine prodotto e categoria.
Guide all’acquisto, articoli di approfondimento, comparativi e risposte alle domande frequenti del proprio pubblico target sono i formati più efficaci. È importante che ogni contenuto editoriale sia collegato a una pagina commerciale rilevante tramite internal link con anchor text ottimizzati.
6. Link building: costruire autorità nel tempo
L’autorità del dominio è uno dei fattori di ranking più determinanti per la SEO di un e-commerce competitivo. Acquisire backlink di qualità da siti autorevoli e tematicamente pertinenti è un lavoro che richiede tempo e strategia.
Le tecniche più efficaci e sostenibili includono le digital PR (ottenere citazioni su testate di settore), le collaborazioni con publisher e influencer verticali, la creazione di contenuti linkabili (studi originali, infografiche, tool gratuiti) e le partnership commerciali che prevedano link in contesti editoriali genuini.
I link da domini spammosi o acquistati sono non solo inutili, ma potenzialmente penalizzanti: Google li identifica con crescente efficacia.
Conclusione
Ottimizzare un e-commerce per la SEO è un processo continuo, non un intervento una tantum. I risultati arrivano nel medio-lungo periodo, ma sono sostenibili e scalabili nel tempo, a differenza del traffico a pagamento. Lavorare in modo strutturato su keyword strategy, architettura, ottimizzazione on-page, SEO tecnica, contenuto editoriale e link building permette di costruire un vantaggio competitivo solido e difficile da erodere per i concorrenti.
Il posizionamento organico è uno degli asset più preziosi che un e-commerce possa sviluppare.
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